Km percorsi: 590 circa
Mappa Prima Parte
Mappa Totale
Ore di viaggio: 12 circa delle quali 10 in sella
Pasto: livello molto basso…ma risate a volontà grazie alla scenografica location
Il tempo non pare clemente…abbiamo consultato diversi meteorologi ed ognuno dice un po’ la sua…di certo ci aspetta un clima non pienamente favorevole…il sabato pare meglio della domenica…così si parte…per quello che è il primo giro dell’anno in territorio svizzero dopo il rinvio (da recuperare quanto prima) del giro “Brezze Glaciali”.
La sveglia suona presto…quella di Wolf alias S2r alias Olav Il Temibile…alias Ste…suona molto prima di quella degli altri…infatti…a lui in esclusiva è stato concessa a sua insaputa la possibilità di attendere fin dalle 7.45 il resto della mandria al solito piazzale della Peugeot di Monza.
Sono le 8.20 circa quando i sei partecipanti al giro sono tutti pronti a partire: Chicco, Ciko, Olav con la sua inedita Hornet600, Zauro con le nuove scarpine inglesi, Mau con le vecchie scarpe oramai lisce e FraCb1000r con la sua super ktm.
Il giro prevede l’approdo in territorio attraverso la sponda ovest del ramo comasco del lago così si arriva a Como e si procede lungo la strada regina…il percorso offre, nonostante i nuvoloni grigi sopra le nostre teste, un paesaggio affascinante, forse un po’ malinconico e più autunnale…visto il traffico e il susseguirsi di autovelox e semafori con controllo della velocità si procede davvero con andatura turistica…direi l’ideale per un futuro giro in coppia…non so gli altri…io personalmente mi gusto le tante ville di delizia brianzole…alcune davvero da sogno con parchi favolosi sulle rive del lago…tanti i ciclisti presenti in strada, li guardo in faccia uno ad uno…sia mai che tra i tanti ci sia il mitico Sek o meglio ancora Ben Spies! Nulla di fatto…così la caccia turistica al vip si sposta a Laglio…ma anche qui niente Clooney e soprattutto niente Canalis in H&D!
Finalmente arriviamo a Chiavenna…e prima di affrontare il nuvoloso passo dello spluga ci concediamo una pausa merenda…brioches e strudel per tutti!
Per precauzione iniziamo ad indossare l’abbigliamento anti-pioggia…alcuni sono particolarmente pessimisti e si abbigliano in modalità palombaro…Zauro chiede se saranno necessario le muffole anti pioggia…mentre Fra diligentemente ingoldona la sua stupenda borsa posteriore di Eta Beta.
Inizia la salita…qualche goccia di pioggia…e asfalto umido…curva dopo curva le nuvole sono sempre più nere e minacciose…non piove…ma di certo da poco dev’essersi scatenato un bel temporale…le nuvole sono basse e l’escursione termica del terreno crea una nebbia fitta e densa…la visibilità non va oltre i 20m…roba da imprese titaniche del passato…mi metto alla testa del gruppo e appuro che la mia moto con le sue M5 va davvero bene…sono carico…la situazione mi galvanizza…affianco qualche auto, qualche ciclista che mi rimanda alla mente Coppi, Bartali, Girardengo, Magni e Mercxx e supero salutando un bel gruppo tedesco di appassionati delle due ruote inglesi…alle mie spalle nessuno… “c’è un uomo solo al comando…”…non so se realmente sto andando forte io o son gli altri che vanno molto piano…ma Olav non lo vedo negli specchietti da un po’ e tutto festante arrivo solo in vetta allo Spluga superando prima la dogana italiana e poi quella svizzera e attendendo l’arrivo del resto della mandria.
Scattiamo qualche foto…la situazione è di quelle che epiche…che racconteremo chissà quante volte durante le chiassose serate manzose.
Si scende per il tortuosissimo versante svizzero…le condizioni sono nettamente migliori…l’asfalto si asciuga strada facendo…finalmente si può osare qualche piega ben fatta…Zauro appare un po’ bloccato dalla presenza della cera sulle sue Dunlop Sportsmart, Olav scalda le gomme con il suo tipico movimento zigzagante mentre Mau ammette di aver poca sicurezza in uscita di curva causa gomma sulla via del tramonto…Io e Ciko spingiamo un po’ e a poca distanza Fra ci segue tranquillamente…Ciko, forse a causa della colazione con yomo vipiteno alla stracciatella e latte semi acido, pare meno brillante del solito e lamenta poco tenuta da parte delle sue sportive 003.
Arriviamo a Spluga…purtroppo troppo presto…la merenda è ancora presente nel nostro stomaco e la voglia di cibo, me escluso : ))), è pari a zero…così dopo due fotine folkroristiche si procede…
Ciko decide per un cambio di programma…non prende per Davos, da cui “giro a davos” come in origine, ma per lo Julier certo che si starà nei tempi comunque. Un paio di soste immediate per improvvisa fame spezzano un po’ il ritmo che lo Julier meriterebbe…alcune curve comunque sono spettacolarmente interpretate…sempre bello il suo asfalto e la sua ampia sezione stradale…
Ci fermiamo per la pausa pranzo…la vista dello scenografico ristorante in legno è spettacolare…sembra di stare in crociera su un vaporetto…all’interno tra aquile impagliate, corna di cervo, inquietanti cactus, coppie di vecchi maniaci che leggono gli annunci erotici e ordinazioni degne del miglior toto e peppino le risate sono abbondanti. Sembra di stare sul set di un film porno anni 70 tedesco e un film comico di serie B…
Il menù incomprensibile fa cadere le nostre scelte su cose sconosciute, e purtroppo di pessimo gusto, i più coraggiosi scelgono un “marmottin”. incuranti del fatto che all’interno del piatto potrebbe presentarsi una marmotta scuoiata, mentre il resto della mandria si rifugia su un classico hot dog che manco dal peggior lurido di Milano ti fanno così. Il tutto è accompagnato da “aooo kartofellll anche per noi!” richieste da Olav. Il rapido pranzo, causa i tempi di esecuzione del bellissimo cuoco, in realtà diventa una lunga pausa che sommata alla deviazione dello Julier di certo complicherà i tempi e oramai ha sballato quasi del tutto l’elaborata tabella di marcia presidenziale.
Scendiamo dallo Julier ammirando il lago di Marmorera prima, quello di Silvaplana e di Sankt Moritz dopo e procediamo verso i due mila e oltre metri del Passo del Bernina. Continuiamo con una parte della discesa verso Poschiavo per poi svoltare a sinistra verso il passo Forcola e la vallata di Livigno.
Sono le 16.30 e siamo al lago di Livigno quando il presidente comunica che vuole tornare a casa e il resto della mandria non sa bene che fare…si pongono due scelte…si va a Davos completando il giro o si torna per un classico percorso valtellinese? La differenza sta in circa 40km e meno di un’ora di strada.
Io scelgo, visto che partecipavo ad un “giro a davos”, di proseguire per Zernez mentre gli altri torneranno a casa attraverso Bormio…Con una bella discesa dal passo del Foscagno, sosta a Tirano per dissetarsi, e poi rientro tranquillo a casa.
Qui parte quindi una seconda parte del giro epico… Saluto gli altri e da solo proseguo per Zernez…pago il balzello di ben 8€ e rientro in territorio svizzero attraverso il fantastico e lungo passaggio tunnel scavato nella pancia della montagna che porta verso alla cittadina elvetica…sembra di affrontare il percorso di Actarus che si accinge a pilotare Goldrake.
All’uscita del tunnel quasi vengo accecato dal sole…seppur solo sono davvero felice della scelta effettuata…adoro trovare ed esplorare posti nuovi e in anni di Manzoteam qui non sono mai passato.
La strada è come sempre perfetta, bella ritmata, larga, con pochissime auto, nella sua prima parte disturbano i tre piccoli cantieri per nuove tubazioni…per il resto si può piegare in tutta tranquillità. Ogni tanto mi fermo per qualche scatto panoramico tra le foreste di pini e abeti interrotti solo da qualche prato verdissimo. Incredibile come non appena dal grigio cielo spunti un raggio di sole i colori possano cambiare radicalmente diventando vivissimi!
Segue le puntuali indicazioni stradali che mi preannunciano il Fluelapass…la strada inizia lentamente a salire…davvero bello questo passo…insolito per un passo di montagna e opposto come caratteristiche allo Spluga…la strada è asciutta…mi godo il suono del mio motore che salendo di giri interrompe il silenzio alpino…esaltante!
Lungo la strada è un continuo susseguirsi di torrenti che nascono spontanei dallo scioglimento dei ghiacci, fiumi in piena, laghetti, prati verdi sconfinati, muccone accidiose al pascolo, e cascate scenografiche. I believe I can fly…di R Kelly la mia colonna sonora…
Arrivo senza alcuna difficoltà al passo, quota a quasi 2400m, mi fermo per un paio di foto ricordo…saluto un gruppo di appassionati motociclisti austriaci e proseguo verso Davos…mai stato da queste parti…e dopo un paio di piccoli paesi ecco Davos.
Qui non vi è nulla del piccolo villaggio alpino, Davos è un’organizzato centro cittadino, riferimento per tutta la vallata, negozi alla moda, case dall’architettura moderna e classica svizzera convivono armoniosamente, la città brulica di persone e turisti. Ne rimango sorpreso, non mi sarei aspettato nulla del genere in una zona dove pare che il tempo non passi mai. Le nuvole all’orizzonte sono belle minacciose e scorgo anche qualche fulmine. Così essendomi fermato per qualche foto ne approfitto per indossare i pantaloni antipioggia, visto l’investimento fatto su questi capi…usiamoli quando serve no?
Esco dal centro di Davos e oltrepasso una serie di frazioni dalle caratteristiche fattorie, case e cappelle con tetti appuntiti…la strada è sempre pregevole e per fortuna l’alternarsi di brevi e poco intense precipitazioni non hanno ancora bagnato l’asfalto…così mi posso godere tranquillo il sinuoso percorso con qualche bella piega a gas spalancato. Sono carico!
Strada facendo rimango affascinato dal caratteristico villaggio di Schmitten con la sua scenografica abbazia sulla collina e tutte le piccole abitazioni che a fianco della porta d’ingresso mostrano fiere la loro storia con stemmi e date risalenti tra il 1600 e il 1800…è davvero un piccolo nucleo di case…rallento a 30km/h come indicato dalla precisa cartellonistica stradale elvetica…e già dai balconi qualcuno, incuriosito dal rumore della mia moto, osserva il mio passaggio con fare guardingo.
Seguo le indicazioni per Tiefencastel…la strada continua ad essere piacevole…ma purtroppo il mio buon ritmo mi ha portato a raggiungere le nere nuvole delle quali parlavo poco fa…partono degli scrosci d’acqua violenti alternati e in alcuni tratti è necessario alzare la visiera per avere una visuale decente. Una lode davvero alle mie gomme…in qualsiasi condizione…qualsiasi modo di frenare…anche quando fatto apposta…non hanno mai risentito delle abbondanti precipitazioni…se la resa chilometrica totale sarà solo lentamente all’altezza della prestazione data fino ai 2000km di ora davvero ottime e super consigliate.
Dopo una serie di tornanti e curve misto veloci, mi annoto la deviazione per Albulapass, ed eccomi a Tiefencastel…passo per Viamala con la sua stretta gola da gran canyon…non vi nascondo che con questo clima e i tuoni sopra la testa…ha un qualcosa di inquietante…roba da portarsi una corona di aglio al collo!!!
Purtroppo non ho molta confidenza con le tangenziali elvetiche…così entro…esco…sbaglio…perdo un po’ di tempo…cerco di consultare le indicazioni cartacee presidenziali ma sinceramente non le trovo di grande aiuto…vado per logica…seguo per S.Bernardino…supero una crisi mistica…altro che con le tue scarpine, Chicco, corri nel sole…l’acqua negli stivali e i conseguenti pesci rossi che lottano con i girini mi stanno infastidendo…la tuta antipioggia invece si conferma ottima!
In qualche modo arrivo a Spluga…passo davanti al mitico ristorante Suretta…avrei voglia di qualcosa di caldo…ma con un ruttino mi rendo conto di dover ancora digerire il maledetto Hot Dog Cruccone…: )))…proseguo per affrontare di nuovo il passo…la pioggia a fasi alterne è violentissima con gocce pesanti…in altri momenti è pari a zero…in alcuni punti qualche raggio di sole in modalità fine del mondo…lo scenario è da leggenda…Io sono leggenda! Ahahah
Non vedo nessuno in strada…non incrocio auto o moto da parecchio tempo e sulla salita del passo Spluga si sentono solo tuoni, la pioggia battente, il rombo su di giri del mio motore e lo gnnnneeeeeeeeeeccccccc delle mie pastiglie sinterizzate…mi sento Tom Hanks in Castaway…solo che al posto del pallone Wilson io ho la mia Ciclamina con la quale parlare…come vorrei essere in un comodo letto con un caldo e affettuoso abbraccio della mia amata!
Giungo in vetta…il rifugio e la dogana svizzera sono desolati…arrivo alla postazione degli omologhi italiani…invece presenti…grandi i finanzieri che vedendomi con occhi stupiti mi chiedono: “tutto bene?” “Si rispondo io…a parte il fatto che prendo acqua da 80km tutto bene!” “Vuole un caffè?” “Volentieri…si si!”. Grandi! Il tempo di un caffè…nespresso what else?...scambio di impressioni sul meteo e sulla strada…e riparto…arrivo a Chiavenna verso le 19.30…e il display indica solo una tacchetta…troppo poco per arrivare a casa…mi fermo per un rifornimento…peccato che i soldi messi nel taschino dello zaino siano inumiditi…così l’automatico li rifiuta e rifiuta anche il mio bancomat…mi dico…e va beh…al massimo spingo o mi faccio recuperare a Lecco…ma non serve…appare un perfetto sosia di Zauro che mi propone uno scambio di 5€…3.87litri…quelli che con speranza mi porteranno precisamente al metro a casa!!!
Salgo in sella…raggiungo la valassina…il clima è molto più ospitale…l’aria è calda…entro in superstrada e mi asciugo rapidamente…bye bye pesci rossi e girini!
Il resto…è un ritmo un po’ alto tra una galleria e l’altra…roba di routine…la parte epica oramai è terminata…ecco che intorno alle 20.30 sono in box…doccia calda stra meritata…e relax!
Che giro…roba da raccontare ai posteri…nel pieno dello spirito temerario manzoso!
Ora vi vogliamo tutti presenti ai prossimi appuntamenti!
|